Restaurati a Pescara due dipinti di Gaetano Paloscia

Pescara

marzo, 2013 - Restauro

Paloscia, Fiori, dopo il restauro

Nello scorso mese di marzo è stato portato a termine il restauro di due dipinti a tempera su tela dell’artista pugliese Gaetano Paloscia (Terlizzi, Bari, 1871 – Pescara, 1942), raffiguranti rispettivamente Fiori (firmato) e Papaveri e spighe di grano (firmato e datato 1930), di proprietà del Liceo Classico “Gabriele D’Annunzio” di Pescara. L’intervento, finanziato dalla Fondazione Pescarabruzzo su iniziativa della Preside del Liceo Prof.ssa Luciana Vecchi, è stato effettuato dalla ditta “Studio Cinabro” di Margherita Rossi, sotto la direzione scientifica del Dott. Sergio Caranfa, funzionario delegato di zona per la provincia di Pescara.

IL RESTAURO
Margherita Rossi 

I due dipinti appartengono alla corposa serie di opere di Gaetano Paloscia,  raggruppata  sotto il nome di siepi dannunziane, ispirata alla campagna abruzzese, con raffigurazioni di siepi di sambuco insieme  alla lupinella, a  spighe di grano, a papaveri.
Questo artista realizzava le sue opere utilizzando la tecnica delle tempere all’uovo; preparava impasti di tuorlo d’uovo, latte e terre pregiate d’Olanda, impasti che stendeva direttamente sulla tela, senza alcuno strato preparatorio. In generale, le condizioni di degrado dei due dipinti erano  simili: il tensionamento del supporto in tela sul telaio originale non era più ottimale; le continue variazioni termo-igrometriche, nel corso degli anni, sottoponendo a movimenti di contrazione e dilatazione le fibre tessili, ne avevano causato il rilassamento; la tela quindi si adagiava sul  telaio retrostante e il continuo contatto tra i due elementi ha provocato il distacco della pellicola pittorica lungo l’area perimetrale; il film pittorico  appariva arido e smagrito per la perdita di legante; ampi e sparsi distacchi di colore erano stati generati dai  movimenti delle fibre di tela su cui esso era stato steso  direttamente, senza che uno strato preparatorio ne attutisse gli effetti.
In particolare, il dipinto raffigurante Fiori presentava, in alto al centro,  una lacerazione del supporto tessile con conseguente distacco del colore circostante e, in basso al centro, una macchia di vernice bianca, spruzzata sulla pellicola pittorica originale; mentre la principale problematica del  dipinto raffigurante Papaveri e spighe di grano era costituita dalla presenza sul film pittorico di estese e ben marcate gore di umidità che ne alteravano la cromia originale. L'intervento eseguito ha osservato attentamente i principi, fondamentali, della compatibilità tra i materiali originali e quelli utilizzati nel restauro, e della reversibilità, ossia della possibilità di rimuovere qualsiasi nuovo intervento senza danneggiare l'opera.
I due dipinti sono stati dapprima smontati dai rispettivi telai, sono state poi eseguite  prove preliminari per appurare la resistenza dei materiali costitutivi delle opere a sollecitazioni determinate dall’uso di  umidità, calore e solventi. Il retro delle tele è stato quindi accuratamente pulito dalla polvere depositatasi nel tempo con spazzole morbide. Solo successivamente si  è potuto così  procedere con il consolidamento degli strati pittorici. Trattandosi di dipinti eseguiti con la tecnica della tempera, non sono stati presi in considerazione consolidanti  a base acquosa bensì è stato scelto un consolidante sintetico, termoplastico che ha, inoltre, il pregio di non alterare  la cromia originale. Il consolidante è stato applicato sul davanti e sul retro dei dipinti, mantenuti sempre in tensione per impedire movimenti e deformazioni della tela.
Nel  dipinto raffigurante Fiori è stata risanata la lacerazione presente in alto al centro ed è stato eseguito un intarsio in tela sfibrata per far ricombaciare i lembi. Concordemente con la direzione dei lavori, constatato che non ve ne era la necessità, si è deciso di non eseguire la rintelatura, per evitare alle opere ulteriori traumi. I dipinti sono stati quindi ritensionati su  telai definitivi, mobili, muniti di sistema a biette a forcella. A questo punto si è potuto procedere alla pulitura del film pittorico. Sono state utilizzate sostanze selezionate in base ai criteri di rimozione graduale e controllata, non pericolose per gli strati originali sottostanti. E’ stata rimossa la macchia di vernice nel dipinto raffigurante Fiori ed attenuate il più possibile le gore di umidità nel dipinto raffigurante Papaveri e spighe di grano.
Per quanto concerne il trattamento delle lacune, solo là dove il colore originale circostante si presentava di un certo spessore, più corposo, si è provveduto a colmarle con stucco composto da materiali naturali. Le stuccature sono  state, quindi, levigate e portate a livello del film pittorico circostante. Per avere una più omogenea rifrazione della luce, ne è stata lavorata la superficie con stucco più liquido, ad imitazione del rilievo del colore originale. Dove invece lo strato pittorico originale era più sottile, l’integrazione pittorica è stata realizzata direttamente sul supporto in tela, senza alcuna preparazione, così come lavorò l’artista. Per quanto riguarda le integrazioni cromatiche, ci si è attenuti ai principi del minimo intervento e della riconoscibilità; sono state realizzate perciò con colori a tempera, seguendo il criterio metodologico della selezione cromatica.

                                                                                    

GAETANO PALOSCIA
NOTE BIOGRAFICHE E STORICO-CRITICHE
Luisa De Tommaso 

Gaetano Paloscia (Terlizzi, Bari, 1871 – Pescara, 1942) si formò artisticamente a Napoli dove frequentò l’Accademia di Belle Arti entrando in stretti rapporti con  Edoardo Dalbono ed altri artisti allievi di Domenico Morelli e Filippo Palizzi. Determinante per la sua formazione fu il rapporto con Francesco Paolo Michetti che, più grande di circa vent’anni, ebbe su di lui un grande ascendente ed esercitò particolare influenza nelle scelte del giovane artista aiutandolo ad orientarsi tra le mode imperanti.
Paloscia aveva guardato subito con entusiasmo alla diffusione del Liberty e quindi, avendo mostrato da sempre una predilezione per certi aspetti della natura, fu indotto naturalmente ad approfondire lo studio dello stile floreale. Michetti fu vicino e prodigo di consigli al giovane amico che considerava pittore moderno ed estroso tanto che, intorno al 1905, gli propose di raggiungerlo a Francavilla  al Mare per affidargli un’impresa artistica molto impegnativa, la decorazione del salone del circolo cittadino La Sirena di nuova costruzione. A tale opera era stato ripetutamente sollecitato dai suoi concittadini lo stesso Michetti che però aveva rifiutato in quanto dedito ormai quasi esclusivamente alla fotografia, proponendo il suo “giovane amico napoletano, pittore moderno e già affermatosi nel campo del floreale”, certamente in grado di soddisfare le loro aspirazioni.
Fu così che Gaetano Paloscia accettò la proposta di Michetti, lasciò Napoli e si trasferì a Francavilla  dove sposò Vincenzina Tucci da cui ebbe una numerosa prole. Trascorse quindi a Pescara l’ultimo decennio della sua vita.
Il suo talento artistico si produsse particolarmente nella decorazioni parietali a tempera che realizzò numerose in diverse ville in Puglia, Campania, Abruzzo, Lazio, Toscana; una ricca decorazione floreale con le Quattro Stagioni, realizzata su carta incollata alle pareti nel seicentesco Palazzo Tibaldi,  nel comune di SS. Cosma e Damiano in provincia di Latina , è stata alcuni anni fa riscoperta e mostrata per la prima volta al pubblico.
La sua attività presto varcò i confini dell’Italia cogliendo successi prestigiosi: nel 1931 gli fu commissionata dal re d’Albania la decorazione di una villetta a Scutari per la quale riscosse molti consensi da parte della stampa internazionale; fu inoltre frequentemente incaricato da enti pubblici di eseguire opere da donare a personaggi illustri ospiti del governo italiano, come il pannello offerto in omaggio all’allora Presidente del Brasile Pessoa in visita a Roma. Fu anche prescelto, fra gli artisti italiani ritenuti più idonei nelle pitture murali, per decorare il salone dei delegati esteri nella sede del Ministero dell’Economia Nazionale con un’allegoria floreale delle regioni d’Italia.
A Pescara è rimasta una notevole testimonianza della sua arte nella villa  di proprietà dell’architetto Anita Boccuccia sul lungomare della Pineta dannunziana, riccamente decorata con vivacissime visioni di tralci di fiori, frutti, rondini in volo, resi in quel suo stile personalissimo capace di sottrarre alla realtà gli elementi naturalistici per ricomporli in una visione fantastica che si accende a tratti di un intenso cromatismo. Su una delle pareti, insieme alla firma , è segnata la data 1932.
I due dipinti collocati nell’aula magna del Liceo Classico “Gabriele D’Annunzio” di Pescara, di cui è stato appena ultimato il restauro, rientrano in  quella ricca produzione dell'artista ispirata alla campagna abruzzese, le cosiddette siepi dannunziane, denominazione data dai critici alla numerosa serie di dipinti raffiguranti siepi di sambuco frammiste alla lupinella dai fiori rosso porpora o rosa, di cui  Paloscia ha prodotto una vastissima gamma insieme alle distese di spighe di grano e papaveri, apprezzata e presente in tante collezioni private in Europa e anche negli Stati Uniti.   
Non restano tracce purtroppo della decorazione del circolo La Sirena di Francavilla, fatto saltare dalle truppe tedesche durante l’ultima guerra  né di quella della Scuola di sanità militare di Firenze che presentava ben 574 specie di fiori medicinali, né di uno scenario realizzato per la prima rappresentazione mascagnana dell’Iris
Il recente restauro del Circolo Aternino di Pescara ha portato al recupero di alcuni frammenti di una fascia decorativa sulla parete del salone di rappresentanza, composta di tralci di rose gialle e bianche secondo l'inconfondibile stile dell'artista che profuse anche qui tutto il suo talento di poeta del linguaggio dei fiori e della natura. 

Bibliografia

Umberto Baldini,Tommaso Paloscia, Continuità nell'arte d'Abruzzo – 20 pitture di Gaetano Paloscia - 20 sculture di Vicentino Michetti, Firenze, Giovacchini, 1965
Umberto Baldini,Tommaso Paloscia,  Alcuni aspetti del Liberty in Italia, Firenze, 1969
Biagio Accolti Gil, Soffitti della Fantasia: l’ornato dei soffitti in Puglia e in Campania dal 1830 al 1920, Roma, De Luca, 1979
Catalogo Bolaffi della pittura italiana dell'800, vol. 9, Torino, Bolaffi, 1980
Catalogo Bolaffi della pittura italiana dell'800, vol. 11, Milano, Mondadori,1982
Catalogo dell'arte italiana dell'800,vol.12, Milano, Mondadori e Associati,1983
I dipinti dell’800 italiano, Torino, Allemandi,1985.

 

 

 

 

                                                                                                       

 

Paloscia, Fiori, prima del restauroPaloscia, Fiori, dopo il restauroPaloscia, Papaveri e spighe di grano, prima del restauroPaloscia, Papaveri e spighe di grano, dopo il restauro

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