Il restauro della statua-reliquario di Santa Margherita

L'Aquila, Museo Nazionale d'Abruzzo

2013 - Restauro

Santa Margherita dopo il restauro

Tecnica di esecuzione
Prima del restauro sono stati analizzati  la tecnica di esecuzione e lo stato di conservazione. La scultura è realizzata, probabilmente con legno da frutto, da un tronco unico di legno pieno con l’aggiunta di altre parti per gli elementi aggettanti. La struttura è fissata su un basamento in legno di pioppo. Gli strati preparatori sono costituiti da gesso e colla animale, mentre quelli pittorici sono realizzati con colori a olio nei carnati e dorati con foglia d’oro con la tecnica dell’estofado negli abiti. La foglia metallica d’oro è stata applicata senza l’uso del bolo ma fatta aderire con colla proteica (probabilmente una missione realizzata con colle animali utilizzando colla forte e colla di coniglio). Sullo strato dorato degli abiti è stata eseguita una ricca decorazione policroma con l’applicazione di lacca rossa, lacca blu e bianco di piombo sulla veste. Il film pittorico è protetto da uno spesso strato di vernice a base di resine naturali.

Stato di conservazione
Su tutta la scultura si sono potuti  osservare diverse rifacimenti pittorici corrispondenti a lacune più o meno estese. Il volto della Santa presentava ridipinture localizzate e sugli abiti e sul manto numerose integrazioni imitative della decorazione originale eseguite grossolanamente. Sull’orlo inferiore dell’abito bianco erano visibili ampie stuccature non originali eseguite per nascondere parti di materiale ligneo di supporto a vista. Il basamento era stato modificato con l’eliminazione dei listelli laterali. Il legno presentava  diversi segni di precedenti attacchi biologici da insetti xilofagi. La pellicola pittorica e le dorature risultavano abbastanza consunte ed abrase, in particolare in corrispondenza delle parti più aggettanti della scultura, con diffusi sollevamenti della preparazione e della pellicola pittorica. La cromia era appiattita da uno spesso strato imbrunito di vernice originale e da sedimenti coerenti di varia natura. Il basamento era particolarmente degradato e presentava diverse lacune degli strati preparatori. Risultavano mancanti il dito medio e l’anulare della mano destra e la palma che la Santa reggeva con la mano destra di cui restano i fori di ancoraggio. Dopo l’evento sismico del 2009, in conseguenza dei crolli che si sono verificati nella sede del Museo Nazionale d’Abruzzo ove era esposta la scultura in oggetto, si sono verificati ulteriori danni. L’opera si presentava ricoperta da uno spesso strato di sedimenti non coerenti. La testa del drago e il basamento erano staccati, il  braccio destro quasi del tutto sconnesso in corrispondenza del punto di attacco. Il sisma ha causato la perdita ulteriore dell’indice e del mignolo della mano destra e dell’ultima falange del pollice della mano sinistra. Su tutta la superficie della scultura si sono riscontrate numerose mancanze di preparazione, colore e doratura. In fase di emergenza, sono stati recuperati diversi frammenti di preparazione e colore.

Intervento di restauro
L’opera è stata ritirata dalla collocazione provvisoria presso il Museo della Preistoria di Celano, dove era protetta da più strati di materiale da imballaggio. Durante la rimozione dei materiali protettivi sono stati rinvenuti tre imballi contenenti la testa del drago, la pedana e tre contenitori al cui interno sono contenuti i frammenti raccolti dopo l’evento sismico e la targhetta di identificazione e catalogazione dell’opera. Inizialmente si è proceduto a una spolveratura molto attenta della superficie con pennellesse di setola morbide per rimuovere i sedimenti incoerenti presenti, facendo attenzione alle parti sollevate e decoese. La disinfestazione è stata eseguita con l’applicazione di permetrina disciolta in essenza di petrolio a pennello e con siringhe attraverso infiltrazioni nelle fessure del legno e nei fori di sfarfallamento. L’opera è stata temporaneamente sigillata con materiale polietilenico per facilitare l’azione del biocida. Trascorso il tempo necessario si è proceduto al consolidamento del materiale ligneo del supporto mediante l’applicazione di consolidante a pennello e per infiltrazione con siringhe (Paraloid B72 disciolto in diluente nitro). Si è proceduto, quindi, al consolidamento degli strati pittorici utilizzando collanti di origine animale (colla di coniglio in varie diluizioni) e consolidanti sintetici in emulsione (Primal AC33) in forza dell’efficacia che tali sostanze hanno assicurato. Il ristabilimento della coesione e della adesione tra supporto, strati preparatori e pellicola pittorica è stato ottenuto riattivando alcuni dei suddetti collanti con termocauterio. Anteriormente alle operazioni di consolidamento sono state rimosse le numerose velinature eseguite dai restauratori che hanno operato in fase di emergenza. Le velinature eseguite con Klucel nelle parti policrome sono state rimosse facendo rigonfiare il prodotto con tamponi imbevuti di acqua deionizzata, mentre quelle eseguite con Plexisol P-550 nelle parti dorate sono state rimosse con tamponi imbevuti di acetone.
Come prima operazione si è effettuata la rimozione delle ridipinture ammorbidendole con una miscela di Acetone e Dimetilsolfossido 8:2 previa interposizione di carta giapponese ed eliminandole ad azione meccanica con bisturi e lenti stroboscopiche. Le vecchie stuccature sono state eliminate ad azione meccanica con bisturi dopo essere state ammorbidite con tamponi di acqua tiepida. Si è poi effettuata la pulitura della pellicola pittorica originale. Dopo aver eseguito i tests della solubilità del materiale da rimuovere,  si è proceduto all’assottigliamento della materia resinosa alterata. L’intervento di pulitura è stato eseguito utilizzando una soluzione composta da Metiletilchetone e Ligroina 7:3. Le parti staccate (il braccio destro, la testa del drago ed il basamento) sono stati ricollocati e imperniati con barrette di vetroresina fatte aderire con resina epossidica bicomponente (Araldite SV 427). I chiodi originali di ancoraggio del braccio destro e del basamento non sono stati rimossi. Si è provveduto a proteggerli dalle possibili ossidazioni future applicando sulla loro superficie un convertitore antiruggine. I frammenti raccolti e conservati dopo il terremoto sono stati ricollocati nelle loro sedi originali. La scultura è stata verniciata a pennello con resina mastice diluita al 50% in essenza di petrolio. In seguito è stata rimossa meccanicamente la vernice depositata nelle lacune, per permettere alla stuccatura di aderire meglio alla superficie. Si è preparato, poi, lo stucco con gesso e colla di coniglio che, dopo la stesura ed essiccazione,  è stato livellato con  bisturi e ausilio di luce radente.
Successivamente è stata fatta la selezione materica della superficie, utilizzando sempre gesso e colla di coniglio. A questo punto si è proceduto alla realizzazione del collegamento pittorico delle lacune con acquerelli con la tecnica del puntinato e della selezione cromatica a seconda delle peculiarità e delle diverse caratteristiche delle lacune da integrare. La scultura è stata di nuovo verniciata a pennello con resina mastice molto diluita. Con i colori a vernice è stato raggiunto il tono definitivo. La scultura è stata definitivamente protetta con uno strato finale di vernice. La targhetta di catalogazione è stata ricollocata sul basamento della scultura. Tutte le operazioni descritte sono state documentate prima, durante e dopo il restauro.       

 

Umberto Maggio

 

Ditta: Laboratorio di Restauro di Sonia Elena Nani, Barbara Cerrina Feroni, Umberto Maggio & C.
Direttore dei Lavori: Lucia Arbace
Restauro effettuato con il sostegno del  Museo dei Cappuccini, Milano, anno 2011

Santa Margherita con i tasselli di pulituraSanta Margherita durante il consolidamentoSanta Margherita dopo il restauro

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