Restauro de “Adorazione dei Pastori” di Giulio Cesare Bedeschini

L'Aquila, Museo Nazionale d'Abruzzo

marzo - settembre, 2012 - Restauro

L’opera è un olio su tela raffigurante l’adorazione dei pastori. Sotto una tettoia la  Madonna e San Giuseppe sono inginocchiati accanto alla mangiatoia entro cui è adagiato il Bambino. A sinistra sono il bue, l’asino e, in primo piano, un cane. A destra, sullo sfondo di un paesaggio, i pastori. In alto, tra nuvole e cherubini, un angelo con un cartiglio con la scritta Gloria in excelsis Deo. Il dipinto è menzionato nell’Inventario Catalogo del Museo Civico de L’Aquila ed è attribuita tradizionalmente a Giulio Cesare Bedeschini che fu a capo di una fiorente bottega attiva all’Aquila per più generazioni. Caratteristica della sua produzione è l’impostazione edulcorata e suadente delle immagini sacre, dipinte con tonalità chiare e secondo uno schema che interpreta sempre in maniera corretta le direttive della Controriforma. Moretti, pur riprendendo tale riferimento, riscontra una scarsa qualità del dipinto non riferibile a questo artista. La tela in esame sembra, infatti, più vicina ad un gruppo di dipinti del Museo riferibili ad un modesto artista locale degli inizi del XVII secolo.

Stato di conservazione

Prima dell’intervento il telaio dell’opera si presentava in buono stato di conservazione e senza deformazioni. Erano visibili alcuni fori di sfarfallamento di precedenti attacchi biologici. La tela originale non era visibile poiché il dipinto era stato foderato in un precedente intervento di restauro. Erano evidenti strappi, lacerazioni e deformazioni localizzate, prevalentemente nella parte centrale, causati dal sisma, che avevano, inoltre, accentuato la perdita di tensionamento del dipinto creando vistosi rilassamenti della tela. L’opera presentava una totale velinatura risalente ad un precedente restauro attraverso la quale era possibile intravedere lo stato lacunoso degli strati pittorici.

 Intervento di restauro

Come prima operazione si è proceduto alla rimozione del dipinto dal telaio. Dopo la rimozione della tela, il telaio è stato pulito ad azione meccanica con batuffoli imbevuti di acqua deionizzata in modo da rimuovere i sedimenti incoerenti e parzialmente aderenti presenti e sottoposto a trattamento biocida. La disinfestazione è stata eseguita con l’applicazione di permetrina disciolta in essenza di petrolio a pennello e con siringhe attraverso infiltrazioni nelle fessure del legno e nei fori di sfarfallamento di precedenti attacchi di insetti xilofagi. Successivamente si è proceduto al consolidamento del materiale ligneo del supporto mediante l’applicazione di consolidante a pennello e per infiltrazione con siringhe. A questo punto  si è proceduto allo smontaggio degli incastri per verificare la funzionalità dello stesso. Con l’inserimento di biette nuove, in assenza di quelle originali, si è ripristinata l’espansibilità del telaio. Lungo i lati perimetrali sono stati aggiunti listelli distanziatori per conservare il corretto tensionamento della tela. Le deformazioni in corrispondenza delle lacerazioni sono state appianate con una graduale umidificazione e collocazione di pesi localizzati nelle zone più problematiche. In seguito le lacerazioni sono state ricongiunte e rinforzate con tela poliestere e colla di pasta. Il verso del dipinto è stato trattato con biocida isothiazolinone in white spirit e applicato per nebulizzazione per eliminare e proteggere il dipinto da attacchi biologici da microrganismi. La fermatura degli strati pittorici è stata eseguita con colletta per poi passare alla rintelatura a trama incrociata con colla di pasta. Il dipinto è stato poi tensionato sul telaio e vincolato con chiodi metallici. Si è proceduto alla pulitura. Come prima operazione si è provveduto alla rimozione delle ridipinture ammorbidendole ed eliminandole con bisturi e lenti stroboscopiche. Le vecchie stuccature sono state rimosse meccanicamente dopo essere state ammorbidite con acqua tiepida. Successivamente si è proceduto all’assottigliamento della materia resinosa alterata presente sopra lo strato pittorico originale. Con una preparazione di gesso e colla si è provveduto al livellamento con bisturi e alla selezione materica della superficie. A questo punto si è proceduto alla realizzazione del collegamento pittorico con acquerelli seguito dalla verniciatura finale realizzata a scopo protettivo.

Ditta:  Laboratorio di Restauro s.n.c. – Cremona

Direttore dei lavori: Lucia Arbace

 

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